Scandalo Caritas: i pm indagano su una truffa da 4 milioni ai danni degli immigrati e dello Stato

(ansa) Otto indagati, oltre un milione e mezzo per la onlus di Pozzuoli “Un’ala di riserva”, almeno altri tre milioni per i centri legati alla Caritas di Teggiano-Policastro e guidata dal sacerdote, nonché Cavaliere della Repubblica, don Vincenzo Federico: oggi primo inquisito eccellente dell’inchiesta della Procura su presunte frodi e truffe a danno degli stranieri, e dello Stato.

Si allarga lo scandalo dei “pocket money”, la paga giornaliera degli immigrati che sbarcano dai barconi e vengono sistemati nelle più diverse struttute territoriali. Quel “buono” che gli stranieri dovrebbero spendere solo per qualche pasto e generi di immediata necessità (dagli indumenti intimi al dentifricio, alle schede telefoniche) vale 2,50 euro a persona. E, stando alle ricostruzioni dell’accusa, i pm Raffaello Falcone e Ida Frongillo, con il coordinamento del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, finivano in gran parte nelle tasche di un comitato di “gestione” che distraeva quei soldi per finalità private, come mostra l’arresto di venerdì scorso, che ha portato in carcere Alfonso De Martino – presidente della onlus di Pozzuoli “Un’ala di riserva”, tuttora titolare di servizi riconosciuti dalla Prefettura di Napoli – e ai domiciliari per la sua compagna, Rosa Carnevale, mentre tra gli inquisiti risultano anche i funzionari regionali Vincenzo Cincini e Giuseppe Mattiello.

Fonte: Repubblica

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